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Frost
(1 voto, media 5.00 di 5)
- 25 Giugno 2009
I Frost, innamorati del britpop e della scanzonata attitudine punk di band come i President of the U.S.A., si accorgono un giorno delle enormi potenzialità di scratch e sample per de-costruire un brano dalla melodia semplice ma accattivante.



Dopo aver vinto il premio come miglior gruppo emergente nell’edizione 2003 di Arezzo Wave, danno alle stampe l’album di debutto assemblando sonorità differenti (si va dal ritmo in levare stile UB40 di Claustrophobic Boy all’irresistibile ritornello di marca Blur di Vicious Gap), ma senza perdere in coerenza. Mettono così l’elettronica a servizio del pop dopo aver imparato bene la lezione di gente come Beck (Look After Pigs è un apripista da dancefloor tipo Sexxlaws), anche quando le atmosfere si fanno pigramente psichedeliche (Lazy). Rumore (Barbara Tomasino) 3/5 Già segnalati come migliori emergenti di Arezzo Wave 2003, I Frost si fanno apprezzare anche sull’album d’esordio. Si tratta di un sestetto perugino che tratta il pop come si deve, ovvero con humor, disincanto e totale assenza di steccati nella scelta di suoni e stili. Un po’ come Bugo, ricordato subito nell’apertura di Look After Pigs. Nel seguito emergono maggiormente i legami con l’elettronica pura e con un suono molto new wave, alla Devo (More, Lazy): in altre parole, esattamente il mix che va oggi per la maggiore! Anche se non incidono per la DFA, faranno strada. Blow Up (Bizzarre) 7/8 Genere: indie pop funk disco Ha il suono di: Gomez!!! Molto apprezzati ad Arezzo Wave 2003, gli umbri Frost hanno ottenuto un disco con la Ondanomala, l’ etichetta legata proprio al festival toscano. A guadagnarsi questa possibilità è stato l’ approccio disinibito della band che si rotolava e saltava sul palco con vitale verve. La musica poi si dimostra anche in studio come un efficace concentrato di esuberanza pop e dinamiche funk disco che tanto oggi piacciono grazie a !!! e Rapture. Sul lato melodico, poi, trovare ragazzi in Italia che abbiano come punto di riferimento le bizzarrie naif dei Gomez non è da poco. Rockstar (Gianluca Polverari) 3/4 Continua la ricerca di nuovi talenti ad Opera della Ondanomala Records, etichetta legata al movimento culturale di Arezzo Wave. Un altro disco di debutto arriva da quelle sponde, firmato da Frost e contenente dieci canzoni influenzate da derivazioni brit-wave, con un sapiente uso di elettronica e ritmi trascinanti ma lineari. Con un cantato in inglese e una verve di gusto elegante, la formazione vincitrice della finale del 2003 di Arezzo Wave Umbria regala uno stralcio di sperimentazione elettrinica sospesa tra indie rock e una forte propensione alle melodie pop ("Vicious Gap", Look After Pigs", "More"), nonostante alcuni episodi facciano trapelare un buon coraggio che potrebbe essere in futuro un'arma in più per la band umbra. Un disco che non vi stancherà e che sembra vivere un passo avanti, seppur attingendo a un passato di indubbia caratura. Rocksound (Giuseppe "Pepe" Carpitella) 7/10 Look after pigs è elettronica minimale e contagiosa. 35 beat sintetizza computer e chitarre alla Aphex Twin. Da Perugia con furore. Al loro debutto i cinque Frost sfoderano un album schizofrenico nei suoni, ma deciso nell’obiettivo: fregarsene delle categorie per dimostrare che in Italia c’è chi non si sente secondo a nessuno. Neanche a Beck e Prodigy. MUSICA suppl. de La Repubblica (Emiliano Coraretti) 3/4 Il nuovo e primo disco dei Frost racchiude lavori scelti tra le tante ore di sperimentazione che la band ha elaborato dall’estate del 2000 fino ad oggi. Anche senza andare a vedere quali dischi si nascondono in soffitta si intuiscono le affinità della band perugina con tanti artisti e gruppi che hanno solcato la scena underground, dalla beat generation fino ad oggi. Infatti l’ascolto del disco rimanda all’immaginario evocato dal punk anni 80, quello delle drum machine e dei synthetizzatori che, mischiato con loop casalinghi lo-fi e testi sottoforma di slogan in inglese “maccheronico”, rispecchiano l’atteggiamento “scazzato”, tardo-adolescenziale e no-logo della band italiana. Dallo Studio Sound Service di Città di Castello E' uscito dunque un disco poliedrico col dono della sintesi; una festa nella quale vengono rievocati gruppi come Pavement, Wire, Devo, Talking Heads, P.I.L, UB-40,Can, Faust, Mutantes , Prodigy, Air, Blur o artisti come Beck, Bowie ecc.. Gli umbri frost ci aggrediscono allo Psycho Stage con la loro musica brit-pop stravagante, ma soprattutto con la loro carica live; spiritosi e geniali tengono il palco alla grande e divertono con il loro modo di suonare brani di per sé già accattivanti. Una bella sorpresa. Chitarre (Simone Gianlorenzi) "I Frost sono una via di mezzo tra I P.I.L. e Prodigy, con voci e chitarre che gridano anarchia e samplers e synth che ristabiliscono lordine" (Manuel Agnelli - Afterhours) Gli innovativi frost, eredi morali dei Militia Il Messaggero Emanuele Giusto Partecipiamo perchè...vogliamo vincere l'armatura d'oro!